Che cosa significa un abito da amazzone? Molto più di quello che ha a che fare con la moda.
Racconta il rapporto tra le donne e il cavallo, l’evoluzione del costume femminile, e anche il percorso pieno di ostacoli verso una maggiore libertà di movimento, e non soltanto in sella.
È questo il filo conduttore della mostra “Amazones, Cavalières et Icônes de mode”, allestita al Museo della Moda e del Costume Fragonard di Arles dal 22 maggio al 20 settembre 2026, un’esposizione che ripercorre secoli di storia attraverso oltre cento tra opere, oggetti e abiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.
La mostra è ospitata nel suggestivo Hôtel Bouchaud de Bussy, edificio le cui origini risalgono al XIV secolo.
E che oggi è la sede del settimo museo della Maison Fragonard, storica azienda profumiera francese nata a Grasse nel 1926 e ancora guidata dalla famiglia Costa, giunta alla quarta generazione.
L’esposizione accompagna il visitatore in un viaggio che parte dall’antichità e arriva ai giorni nostri, mostrando come il modo di montare a cavallo abbia influenzato l’abbigliamento femminile.
E allo stesso tempo come l’equitazione abbia rappresentato per molte donne uno spazio di autonomia ed emancipazione.

Tra abiti da amazzone, ritratti, accessori, selle e oggetti rari, emerge l’evoluzione di un guardaroba che nel corso dei secoli, ha spesso preso in prestito elementi dell’abbigliamento maschile per adattarli alle esigenze della monta all’amazzone.
Senza mai rinunciare all’eleganza, ovviamente.
Dalla corte di Luigi XIV fino all’epoca contemporanea, il percorso espositivo ricorda le donne che hanno saputo trasformare la pratica equestre in un’affermazione di stile, carattere e indipendenza.
Uno spazio particolare è dedicato alla Camargue, terra dove il cavallo continua ancora oggi a rappresentare un elemento identitario.
E dove le amazzoni stanno conquistando un ruolo sempre più importante, reinterpretando la tradizione locale con competenza e personalità.
Per documentare questa realtà contemporanea, gli artisti Pierre e Florent hanno realizzato un progetto fotografico e video creato ad hoc per questa mostra.
Curata da Valerio Zanetti e Clément Trouche, la mostra rappresenta un’occasione per osservare da una prospettiva originale la storia dell’equitazione femminile.
Non soltanto come disciplina sportiva o pratica aristocratica, ma come linguaggio culturale capace di raccontare l’evoluzione del ruolo delle donne nella società, attraverso uno degli oggetti più iconici della tradizione equestre europea: l’abito da amazzone.
(E se volete sapere perché si chiama così e come nacque la sella all’amazzone, trovate qui il nostro approfondimento)

























